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Temi caldi
Le ultime analisi dei centri meteorologici internazionali confermano che il riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale, conosciuto con il termine scientifico di El Niño, continua a intensificarsi, ponendo le basi per uno degli eventi più di rilievo delle serie storiche strumentali. Quando le temperature delle acque superficiali del Pacifico centro-orientale salgono oltre la norma (+0,5°C oltre la media climatologica), i normali alisei (i venti che soffiano da est verso ovest) si indeboliscono. Questo squilibrio termico e di pressione altera profondamente la circolazione dei venti in quota e la posizione della corrente a getto (jet stream), ovvero il nastro di correnti occidentali che guida le perturbazioni a livello emisferico. A scala planetaria, gli effetti di una fase così intensa si fanno sentire con scarti termici ben riconoscibili e già studiate in passato: siccità in alcune aree dell'Africa orientale e del Sud America, piogge torrenziali in altre zone tropicali, e un generale innalzamento delle temperature medie globali. I dati aggiornati sulle previsioni fornite dal centro europeo segnalano un sensibile incremento delle temperature nel Pacifico equatoriale.Le stime attuali indicano che nei prossimi mesi (Novembre e Dicembre) si potranno registrare scostamenti termici con picchi fino a +3,5/4°C superiori alla media. Tali valori, considerati molto elevati nell'ambito delle serie storiche, rientrano nella classificazione di "Super El Niño", termine usato per indicarne la forte intensità.Quando una fase di El Niño entra nel vivo, soprattutto se di forte o eccezionale intensità, il calore rilasciato dalle enormi distese del Pacifico equatoriale si trasferisce all'atmosfera. Questo contributo naturale si sovrappone alla tendenza al riscaldamento globale guidata dai gas serra, agendo come un vero e proprio "moltiplicatore temporaneo" delle temperature planetarie. Il risultato di questa combinazione è che gli anni caratterizzati da un forte evento di El Niño fanno registrare con frequenza nuovi record storici per le temperature medie globali, amplificando le ondate di calore e modificando gli equilibri termici del pianeta.Gli effetti sull'Europa: un'influenza indiretta e complessaGli effetti di El Niño sull'Europa non sono diretti, ma vengono modulati attraverso complesse "teleconnessioni" atmosferiche. In altre parole, il riscaldamento del Pacifico modifica i pattern di pressione su scala globale, influenzando a cascata strutture come l'alta pressione delle Azzorre, il Vortice Polare o l'oscillazione nord-atlantica (NAO). Tradizionalmente, gli Inverni fortemente influenzati da queste dinamiche tendono a mostrare una propensione statistica verso fasi generali più miti e zonali (cioè dominate da flussi occidentali miti e umidi) o a configurazioni di blocco molto dinamiche.Al momento le tendenze stagionali mostrano temperature sopra la media per i prossimi mesi di Dicembre e Gennaio (avvio della stagione invernale).La prossima stagione invernale verrà influenzata da questa doppia dinamica: da un lato un segnale globale di fondo eccezionalmente forte e caldo (El Niño), dall'altro la complessità e dinamicità del clima europeo, in grado di innescare improvvise e marcate fasi fredde (seppur di breve durata), soprattutto laddove l'aria artica riesce a spingersi senza ostacoli nel bacino del Mediterraneo.PER APPROFONDIRE: NOAA – Climate Prediction Center (CPC)L'ente americano di riferimento mondiale per il monitoraggio dell'indice ENSO.WMO – World Meteorological OrganizationI bollettini ufficiali dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale sulle tendenze climatiche.ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)Per consultare le previsioni stagionali europee e gli studi sulle teleconnessioni.