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Il Meteo
Ultima ora - Martedì 16 Giugno 2026 | aggiornato alle 18:50

Meteo: Notti tropicali e Stress Index, l'Italia si prepara ad una fase rovente, rischi anche per la salute

L'Italia si prepara ad affrontare un'ondata di calore di portata eccezionale per il mese di Giugno, alimentata da una poderosa espansione dell'anticiclone africano che convoglierà verso il bacino del Mediterraneo masse d'aria roventi, in arrivo direttamente dal deserto del Sahara. Dai prossimi giorni (specie da Mercoledì 17 Giugno) ci aspettiamo valori tra gli 8 e i 10°C sopra le medie climatiche del periodo, con il picco atteso a cavallo del weekend.Molto caldo anche dopo il tramonto: in arrivo le Notti TropicaliIn questo quadro rovente, il primo campanello d'allarme è rappresentato dall'arrivo delle cosiddette notti tropicali. Si definisce "tropicale" una notte in cui la temperatura minima non scende mai al di sotto della soglia dei 20°C. Questo fenomeno rappresenta un indicatore climatico di estrema rilevanza, poiché impedisce al corpo umano e agli edifici di dissipare il calore accumulato durante le ore diurne. Il prolungato mantenimento di temperature elevate notturne è un fattore critico che aggrava lo stress termico, rendendo il riposo difficile e aumentando drasticamente la vulnerabilità del sistema cardiovascolare e respiratorio, specialmente per le fasce di popolazione più fragili. Secondo un nostro studio meteo-climatico, condotto in collaborazione con il Corriere della Sera, il numero delle notti tropicali è in costante aumento negli ultimi anni, a conferma di un cambiamento climatico che sta mostrando i suoi effetti in modo sempre più marcato. Per citare un esempio emblematico, la città di Milano è passata da una media di 15-20 notti tropicali all'anno registrate prima del 1990 alle attuali 50-60: il grafico sottostante illustra chiaramente l'impressionante trend di questo indicatore climatico Ondata di caldo estremo: lo Stress IndexParallelamente, la pericolosità di questa ondata sarà misurata attraverso lo Stress Index: si tratta di un indicatore biometeorologico strettamente legato al concetto di "temperatura percepita" che misura l'effettivo sforzo a cui è sottoposto il corpo umano incrociando la temperatura reale dell'aria e l'umidità relativa. Il principio si basa sulla termoregolazione: quando fa caldo, l'organismo si raffredda facendo evaporare il sudore sulla pelle, un meccanismo che funziona benissimo con l'aria secca ma che va in tilt quando l'umidità è elevata. Se l'aria è già satura di vapore, il sudore non evapora e il calore resta intrappolato all'interno del corpo, facendo schizzare la temperatura avvertita ben oltre quella indicata dal termometro e determinando il livello di stress biologico e di potenziale pericolo per la salute umana.Per Sabato 20 Giugno, molte zone d'Italia varcheranno la soglia del "pericolo". Lo Stress Index segue solitamente una scala di rischio:Leggera Cautela (<27°C): Valori iniziali di disagio. Si avverte la presenza di afa ma il corpo umano riesce a termoregolare senza particolari sforzi.Cautela (27-32°C): : Il disagio aumenta, specie in caso di esposizione diretta al sole. È consigliabile limitare l'attività fisica intensa e idratarsi regolarmente.Estrema Cautela (32-40°C): Il mix di umidità e alte temperature grava sul sistema cardiocircolatorio e sulla sudorazione. È fortemente sconsigliato svolgere lavori pesanti o sport all'aperto nelle ore più calde.Pericolo (40-54°C): Condizioni di potenziale colpo di calore. Il corpo non riesce più a disperdere calore autonomamente, con elevato rischio di malesseri e disidratazione grave.La mappa riassuntiva qui sotto indica in marrone scuro le zone maggiormente esposte al caldo estremo (pericolo): le pianure del Nord, le zone interne di Toscana, Lazio e Campania e parte della Sardegna.Il rischio per la salute è concreto, spaziando dalla disidratazione fino al colpo di calore, una condizione medica d'emergenza che si verifica quando la temperatura corporea supera i 40°C, mandando in tilt i meccanismi di termoregolazione. È fondamentale limitare le attività all'aperto nelle ore centrali e idratarsi costantemente, prestando massima attenzione ai soggetti più esposti.