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Il Meteo
Ultima ora - Martedì 29 Settembre 2026 | aggiornato alle 18:49

Meteo: Zero Termico oltre i 4.000 metri a fine Settembre. Analisi e impatti

Mentre la stagione autunnale ha mosso i primi passi dal punto di vista astronomico, la struttura termica della colonna atmosferica sopra l'Italia continua a mostrare caratteristiche pienamente estive. Le mappe di previsione per la fine di settembre evidenziano una spinta dell'isotermia di 0°C (lo "Zero Termico") fino a quote comprese tra i 3.500 e oltre 4.000 metri sulle regioni settentrionali e la Sardegna, ma con valori prossimi ai 4000 metri anche al Centro-Sud. Cosa rappresenta lo Zero Termico e qual è la norma di fine SettembreLo Zero Termico indica la quota alla quale la temperatura dell'aria libera (non a contatto con il suolo) raggiunge gli 0°C. Dal punto di vista della fisica atmosferica, questo parametro si misura tipicamente tramite radiosondaggi (palloni sonda) o modelli numerici di analisi termodinamica.Dal punto di vista climatologico (riferimento 1991-2020), a fine Settembre la quota media dello Zero Termico sull'arco alpino e sull'Appennino settentrionale si attesta generalmente attorno ai 3.000-3.400 metri, con una tendenza naturale al ribasso con il progredire delle perturbazioni autunnali. Valori stabili o superiori ai 4.000 metri in questo periodo dell'anno rappresentano uno scarto positivo significativo rispetto alla norma (anomalia di circa +800/1.000 metri rispetto alla media stagionale).Le cause dinamiche: la subsidenza e la bolla sub-tropicaleIl posizionamento così elevato dello Zero Termico è imputabile a due processi meteorologici concomitanti:- Avvezione d'aria calda in quota: l'espansione di un promontorio anticiclonico di matrice sub-tropicale convoglia masse d'aria calde e secche verso il bacino del Mediterraneo;- Subsidenza atmosferica: all'interno dell'area di alta pressione si generano moti adiabatici discendenti (l'aria scende dall'alto verso il basso). Durante la discesa, l'aria subisce una compressione che ne aumenta la temperatura e ne riduce l'umidità relativa, alzando ulteriormente la quota del punto di congelamento.Gli impatti sull'ecosistema Un'isotermia di 0°C stabilmente sopra i 4.000 metri a inizio Autunno comporta impatti diretti sull'ecosistema di alta montagna:- Inibizione della rigenerazione glaciale: a fine Settembre l'ablazione estiva (fusione dei ghiacciai) dovrebbe normalmente arrestarsi per cedere il passo alle prime nevicate di accumulo. Temperature positive fino ai 4.000 metri prolungano la stagione di fusione e impediscono il congelamento notturno delle superfici glaciali.- Degrado del permafrost: il mantenimento di temperature elevate nello strato attivo del terreno d'alta quota riduce la coesione delle pareti rocciose, incrementando il rischio di crolli ed eventi franosi in alta montagna;- Innalzamento della quota neve: eventuali peggioramenti del tempo che dovessero sopraggiungere in presenza di colonne d'aria così calde porterebbero precipitazioni liquide (pioggia) anche sui rilievi più elevati, privando le alte quote del primordiale manto nevoso autunnale.