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Le prime nevicate hanno già imbiancato le Alpi, ma le proiezioni per l'Inverno 2026/2027 del Centro Meteo Europeo (ECMWF) suggeriscono dinamiche atmosferiche complesse. L'interesse principale è rivolto alle quote neve e alle temperature.Negli ultimi giorni l'arrivo della prima neve stagionale ha determinato i primi accumuli della stagione su gran parte dell'arco alpino: con accumuli fino a 18 cm a Livigno (dai 1800 metri di altitudine) e nevicate oltre i 1450 metri sulle Dolomiti e i 2000 metri tra Piemonte e Valle d'Aosta la stagione fredda ha fatto la sua prima comparsa ufficiale sull'Italia. Tuttavia, in meteorologia un singolo evento non fa stagione. Per capire realmente quanta neve potrà cadere nei prossimi mesi e, soprattutto, a che altitudine, è necessario allargare lo sguardo alle dinamiche atmosferiche e ai parametri termici su larga scala.A spiegare i recenti, bruschi movimenti al Corriere della Sera è Mattia Gussoni, tecnico meteorologo de iLMeteo.it e glaciologo del Servizio Glaciologico Lombardo: Sabato lo zero termico è sceso a 1500 metri a causa della prima vera irruzione autunnale dal Nord Europa di correnti fredde, ma fino alla scorsa settimana era a 4000 metri, come in piena Estate, spostandosi quindi da valori eccezionalmente elevati a valori in linea con il periodo. Questo passaggio repentino da un caldo fuori stagione a condizioni più tipicamente autunnali è dunque il vero responsabile dell'abbassamento della quota neve degli ultimi giorni. Le proiezioni per l'Inverno: neve a quote più elevateSecondo i recenti aggiornamenti del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts - ECMWF) si delineano scenari piuttosto chiari. I modelli matematici indicano un avvio di Inverno termicamente più mite rispetto alle medie storiche, influenzato dalle attuali macro-dinamiche atmosferiche e oceaniche globali (El Niño strong). Il picco di El Niño è previsto per la fine del 2026 e, oltre ad un aumento delle temperature a livello globale, esso tende a condizionare le grandi circolazioni atmosferiche favorendo inverni più miti e dinamici in Europa. Con termiche più alte la maggiore frequenza di precipitazioni si traduce in pioggia anziché in neve, soprattutto a basse quote.Le proiezioni del Centro Europeo (ECMWF) mostrano per l’Italia tendenze climatiche e stagionali per Dicembre e Gennaio con scarti termici di 1-2°C sopra la media. Le simulazioni stagionali ECMWF confermano come il cambiamento climatico continui a ridurre in modo significativo le coperture nevose durature sul nostro territorio, con impatti diretti su idrologia e riserve idriche.E per quanto riguarda la neve?Il cambiamento climatico in atto sta avendo un impatto diretto sulle precipitazioni nevose con conseguenze anche per i prossimi anni. Ci aspettiamo meno nevicate a quote collinari e di bassa montagna, a causa del costante rialzo termico. In alta montagna invece le nevicate non mancheranno con episodi talvolta anche molto intensi.PER APPROFNDIRE: Quanta neve cadrà questo inverno? Le temperature sopra la media, la variabile El NiñoPER APPROFONDIRE: Previsioni Meteorologiche a Medio Termine del Centro Europeo