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Temi caldi
Le condizioni meteo sono previste in peggioramento nei prossimi giorni a causa dell'arrivo di fronti instabili di origine atlantica. Non solo piogge, anche la neve è in arrivo, dapprima con fiocchi piuttosto in alto e poi a quote via via più basse, fino in collina, grazie al calo delle temperature atteso su alcune delle nostre regioni. Gli accumuli potrebbero risultare abbondanti. NEVE IN ARRIVO: QUANDO E DOVEA partire da Venerdì 16 gennaio, l’ingresso di più fronti perturbati di origine atlantica favorirà nevicate persistenti sulle nostre montagne. La combinazione tra aria fredda in quota, umidità nei bassi strati e correnti in arrivo dall’Atlantico creerà condizioni ideali per precipitazioni abbondanti, con possibili bufere nei giorni successivi oltre i 700/1000 metri di quota; a quote superiori invece sulle Alpi centro-orientali.Le zone più colpite saranno le Alpi occidentali, in particolare: Piemonte (Prato Nevoso, Sestriere), Valle d’Aosta (Breuil Cervinia, Courmayeur) e Lombardia occidentale. Nevicherà per tutto il weekend con circa 50 cm di neve fresca entro domenica, con possibilità di accumuli ancora maggiori sulle cime più alte.NEVE A QUOTE VIA VIA PIU' BASSEIn avvio della prossima settimana è previsto il passaggio di un nuovo fronte perturbato: questa volta però, complice il calo delle temperature, la neve si farà vedere a quote via via più basse. Massima attenzione, in particolare, su Piemonte ed interno della Liguria: specie sulle province di Torino, Cuneo, Alessandria e Asti i fiocchi potrebbero spingersi fino a quote collinari. Altrove invece sono previste nevicate solamente oltre 1000 metri sulle Alpi e sopra i 1200 metri sugli Appennini.Dopo abbondanti nevicate il rischio valanghe aumenterà drasticamente. Il manto instabile, unito alla quantità di neve, rende pericolose escursioni e attività fuori pista.Le prossime giornate saranno dinamiche, con nevicate intermittenti e bufere locali. Chi vive o si trova sulle Alpi occidentali dovrà prepararsi a condizioni atmosferiche impegnative: accumuli rapidi, visibilità ridotta e possibili chiusure di strade di montagna.