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Temi caldi
Negli ultimi anni i nostrI marI si sono trasformati in uno dei principali "hotspot" del riscaldamento globale, subendo ondate di calore marino (marine heatwave, in inglese) sempre più intense e prolungate. Se storicamente eravamo abituati a rinfrescarci tra le onde, oggi i dati ci raccontano una realtà ben diversa, fatta di acque che assomigliano sempre più a quelle tropicali. Già dai prossimi giorni le temperature sono previste in netto aumento: questo favorirà la possibilità di 'heatwave marine' nei mesi di Luglio e Agosto.Mari sempre più caldi nei prossimi giorniLa fase estremamente calda dell'ultimo mese dovuta alla presenza dell'anticiclone africano sta avendo delle conseguenze dirette sulle temperature dei nostri mari. La mappa rende evidente come l'accumulo di calore non sia limitato a singole coste, ma coinvolga ampie porzioni del bacino del Mediterraneo attorno all'Italia, trasformandolo in un vero e proprio "serbatoio" di energia. Tra la fine di Luglio e l'avvio di Agosto potremmo registrare valori intorno ai 29/30°C (proprio come ai Tropici!) in diversi settori dei nostri mari. Stiamo parlando di scarti termici rispetto alle medie di riferimento di +5°C, una deviazione enorme per un ecosistema marino.Con queste condizioni aumentano sensibilmente le possibilità di ripetute Marine Heatwave (ondata di calore marino).Che cos'è una Marine Heatwave?Così come avviene sulla terraferma, anche il mare può subire delle vere e proprie "ondate di calore". Si parla di Marine Heatwave quando la temperatura superficiale dell'acqua supera per diversi giorni consecutivi (o addirittura settimane) la media climatologica del periodo. Il Mediterraneo è particolarmente vulnerabile a questo fenomeno perché è un bacino semichiuso: l'acqua si scalda molto più velocemente rispetto agli oceani aperti e disperde il calore con molta più difficoltà.Conseguenze: sviluppo do fenomeni meteorologici estremiQuesto eccesso di calore immagazzinato nel mare non è solo un problema per la biodiversità marina (che subisce un forte stress termico), ma rappresenta anche il "carburante" ideale per lo sviluppo di fenomeni meteorologici estremi. Le acque surriscaldate, infatti, aumentano l'evaporazione e saturano l'aria di umidità, creando un enorme accumulo di energia potenziale pronto a scatenarsi sotto forma di alluvioni lampo e grandinate non appena un fronte instabile in discesa dal Nord Europa interagirà con questo calore latente. La storia recente, purtroppo, è ricca di questi eventi che sempre più spesso colpiscono l'Italia e molti altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.