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Il Meteo
Ultima ora - Giovedì 25 Giugno 2026 | aggiornato alle 21:00

Meteo, l'anticiclone Caronte infiamma l'Europa e spinge i termometri a 40°C pure al Centro-Nord. Parla Tedici

Forse è arrivato il momento di aggiornare il nostro vocabolario meteorologico. Continuare a parlare di "ondate di calore" ha perso di significato in un contesto dove il clima è mutato in modo così radicale da imporci, per quasi tutto l'anno, un'anomalia termica costante di 3-4°C sopra la media. Quelle che un tempo erano parentesi roventi, oggi si sono trasformate in vere e proprie "mareggiate": ondate di caldo inarrestabili e prolungate.Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che, con un pianeta surriscaldato dalle attività umane, le condizioni atmosferiche che un tempo erano tipiche ed esclusive del Nordafrica si sono letteralmente trasferite sull'intera area mediterranea, abbracciando Spagna, Italia e Grecia.E le cronache di queste ore lo confermano: le allerte sanitarie si moltiplicano, i piani di emergenza per le fasce deboli sono scattati in mezza Europa e le nostre città stanno vivendo un vero e proprio blackout da stress termico.In condizioni che definiamo ancora "eccezionali" (ma che rischiano di diventare la norma tra appena dieci anni), questo respiro nordafricano si è spinto fino a invadere il centro-nord della Francia e l'Inghilterra, portando le stesse temperature del deserto del Sahara nel cuore dell'Europa continentale.Tutto questo ci riporta alla mente una funesta previsione contenuta in una ricerca del 2014: scienziati transalpini avevano indicato il 2050 come l'anno in cui si sarebbero toccati 43-45°C diffusi, anche nel territorio francese, a causa del Riscaldamento Globale. Ebbene, quello scenario distopico si sta verificando sotto i nostri occhi con ben 24 anni di anticipo.È la dimostrazione cruda e drammatica che l'Europa è un vero e proprio hotspot climatico, dove l'aumento del calore viaggia a una velocità che è almeno il doppio rispetto alla media planetaria.Per l'Italia, il peggio deve ancora arrivare. L'apice di questa oppressione termica è atteso tra Domenica e Lunedì, quando l'anticiclone africano Caronte mostrerà i muscoli nella loro massima estensione.I termometri supereranno la soglia critica dei 40°C. E il dato che deve far riflettere è la geografia di questo caldo: non stiamo parlando delle aree interne della Sicilia o della Sardegna, ma del Centro-Nord, di città come Firenze e Parma, nel cuore della Toscana e dell'Emilia. Nel frattempo, metropoli come Milano continueranno a soffrire in un clima che oscilla tra il tropicale, il super tropicale e l'equatoriale.Siamo lontani anni luce dai mesi di Giugno del secolo scorso, quando sotto la Madonnina ci si godeva giornate a 32°C e si riposava con notti fresche a 17°C. La nostra percezione si è talmente assuefatta all'eccesso che, paradossalmente, oggi accogliamo una previsione di 34°C come una buona notizia, definendola una "rinfrescata".Per definizione, la previsione di un "apice" presuppone un successivo calo. La speranza è che il mese di Luglio possa sorprenderci spazzando via questa fase rovente; tuttavia, la cronaca recente ci insegna a essere cauti: l'accumulo di un'energia termica e igrometrica così imponente rischia di sfogarsi, alla fine dell'ondata, in fenomeni atmosferici di inaudita violenza.Resta però uno scenario di fondo ben più inquietante. Se, come abbiamo detto, non ci troviamo di fronte a una semplice ondata ma a una "mareggiata" climatica, la ritirata di Caronte potrebbe essere solo un'illusione. Rischiamo di andare avanti a oltranza in questo limbo sahariano fino al mese di settembre, fluttuando in una nuova e logorante normalità fatta di picchi a 39°C e brevi e temporanee pause a 34°C.