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Temi caldi
L'Estate 2026 e l'incubo della cupola di calore: 5 domande a Lorenzo Tedici1. Lorenzo, dal 28 luglio l'Italia è prigioniera del caldo. Che tipo di anomalia stiamo affrontando?"Non stiamo vivendo una singola ondata di calore, ma la quarta ed estenuante fiammata di questa Estate 2026. È una situazione che sta letteralmente riscrivendo la nostra storia climatica, surclassando perfino i record del famigerato 2003, tanto da costringerci a usare il termine giapponese Kokushobi, ovvero 'giorno di caldo spietato'."2. Ci hai raccontato durante questa estate bollente di 'tre piaghe'. Quali sono esattamente?"La prima è stata il termometro esagerato, con picchi reali di 40-41°C in città come Firenze o Ferrara. La seconda l'afa asfissiante, con temperature percepite fino a 45 gradi. La terza, che ci sta ancora colpendo dopo il tramonto, si nasconde nelle notti 'super-tropicali': con minime di 26-28 gradi, la Pianura Padana e il Centro-Sud hanno ormai il clima della Thailandia."3. Al Nord e sugli Appennini ci sono stati dei violenti temporali di recente. Non hanno rinfrescato l'aria?"Purtroppo no. Gli sbalzi termici hanno solo innescato grandinate locali e forti raffiche di vento. A livello termico non hanno portato il fresco sperato, ma ci hanno semplicemente lasciato cuocere in un 'brodo' ancora più umido."4. Dobbiamo rassegnarci a soffrire anche a Ferragosto? Quando arriverà la fine di questo incubo?"Sì, a Ferragosto continueremo a sudare con picchi di 37-39°C nelle zone interne e condizionatori sempre accesi. Tuttavia, la luce in fondo al tunnel ha una data: tra lunedì 17 e martedì 18 agosto. Una provvidenziale perturbazione in viaggio dal Canada e dagli USA attraverserà l'Europa e raggiungerà l'Italia, portando finalmente il calo termico tanto atteso."5. Dopo il 18 agosto potremo dimenticarci questo incubo africano 2026?"No, assolutamente. Noi esseri umani siamo volubili: appena piove e mettiamo un maglione, ci lamentiamo del brutto tempo rimpiangendo l'estate. Ma la natura non dimentica. Non dobbiamo scordare questi mesi vissuti nel forno, i ghiacciai in agonia e il mare bollente: il Cambiamento Climatico è una drammatica attualità che lavora in silenzio tutto l'anno, non svanisce sotto le prime pozzanghere d'autunno."