Siti Internazionali
Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.
Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.
Dal prossimo Autunno ci attende una svolta climatica rilevante a livello globale: il fenomeno El Niño è sempre più forte, con le anomalie di temperatura superficiale dell'Oceano Pacifico equatoriale in continuo rafforzamento. Secondo gli ultimi aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali, i primi effetti sul clima planetario potrebbero farsi sentire già nei prossimi mesi autunnali: sebbene l'epicentro del fenomeno risieda nel Pacifico, le ingenti quantità di calore e umidità immesse nell'atmosfera sono destinate a modificare la circolazione generale, proiettando i primi segnali indiretti su precipitazioni e temperature anche verso l'Europa e l'Italia.Cos'è fenomeno climatico El NiñoPer comprendere la portata di questo allarme, bisogna fare un passo indietro. El Niño (la fase calda del ciclo noto come ENSO - El Niño-Southern Oscillation) è un fenomeno climatico periodico naturale che si verifica in media ogni 2-7 anni. Tutto inizia quando i venti alisei, che normalmente soffiano da est verso ovest spingendo le acque calde superficiali verso l'Asia, subiscono un drastico indebolimento. Questo collasso permette a un'immensa massa di acqua calda di "scivolare" indietro verso le coste del Sud America. Il risultato? L'oceano cede enormi quantità di calore e umidità all'atmosfera, stravolgendo la circolazione dei venti a livello globale.In generale questo evento si manifesta quando le temperature superficiali del mare superano la media di almeno +0.5 °C per un periodo prolungato.El Niño sempre più forte: scenario senza precedenti, fino a +3,5/4°C nelle acque del PacificoEl Niño è sempre più forte. Le proiezioni più recenti delineano uno scenario senza precedenti. I nuovi dati delle previsioni stagionali della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) suggeriscono che le anomalie della temperatura superficiale del Pacifico potrebbero spingersi verso territori storici mai esplorati.Gli ultimi aggiornamenti non lasciano dubbi, già da Settembre (e per i mesi a seguire) sono previste anomalie in grado di raggiungere un picco di +3,5/4°C al di sopra della media. Si tratta di valori record, mai sperimentati nel passato climatologico che abbiamo analizzato poco sopra. Si parla infatti di un "super El Niño", per sottolineare appunto l'eccezionale intensità.L'impatto sulle temperature globaliC'è una stretta correlazione tra gli eventi di El Niño e l'aumento della temperatura media globale. Durante una fase di El Niño, un'enorme quantità di calore immagazzinata nell'oceano viene rilasciata nell'atmosfera. Questo meccanismo funziona come un vero e proprio "carburante" che va ad aggiungersi al riscaldamento globale in atto. Non è un caso, infatti, che gli anni successivi a forti episodi di El Niño finiscano spesso per battere i record storici di calore globale, come è avvenuto nel 2016 e nel 2024.Facciamo chiarezza: il cambiamento climatico non crea El Niño, fenomeno del tutto naturale, ma agisce come un potente amplificatore: fornendo un'atmosfera e oceani già surriscaldati, il riscaldamento globale ne esaspera gli impatti, trasformando i normali cicli meteorologici in eventi estremi e da record.Conseguenze imprevedibili anche in ItaliaTra l'Autunno e l'Inverno 2026-2027, l'Europa e l'Italia potrebbero subire gli effetti indiretti, anche marcati di un probabile "Super El Niño". Sebbene l'epicentro sia nel Pacifico, le teleconnessioni atmosferiche altereranno le correnti in quota fino alle nostre latitudini, favorendo stagioni autunnali e invernali molto più miti della norma e riducendo le tipiche irruzioni fredde. Tuttavia, la vera incognita risiede nella sua sovrapposizione con il riscaldamento globale di origine antropica: El Niño agirà come un acceleratore termico su un'atmosfera già satura di energia. In Italia, incrociandosi con le acque del Mediterraneo che hanno registrato temperature eccezionalmente elevate, questa dinamica aumenterà drasticamente il rischio di eventi meteo estremi, come piogge torrenziali, alluvioni lampo e i temibili Medicane (dall'unione delle parole inglesi Mediterranean e hurricane, uragano mediterraneo), eventi che stanno diventando sempre più frequenti sulle nostre coste. Questa combinazione di fattori minaccia di esasperare ulteriormente l'impatto dei cambiamenti climatici sul nostro territorio.