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Temi caldi
In questi giorni il settore nord-occidentale dell'Oceano Pacifico è interessato da un'intensa fase di attività ciclonica e il tifone Champi si è inserito in questo contesto e prosegue lungo una traiettoria diretta verso il Mar delle Filippine e le acque a est di Taiwan. Secondo gli ultimi aggiornamenti ora punta dritto verso il Giappone.Nelle sue fasi di maggiore vigore, questo sistema ha raggiunto la categoria di super tifone, alimentato da una forzante termodinamica alimentata dal calore latente di condensazione costituito dalle calde acque superficiali dell'oceano. L'enorme quantità di energia evaporativa catturata ha permesso al baricentro della tempesta di registrare pressioni atmosferiche estremamente basse e venti a oltre 300 km/h, capaci di sollevare onde oceaniche imponenti. Il sistema ha inizialmente traslato in mare aperto per poi deviare verso ovest e nord-ovest, sfiorando le grandi isole della regione. Questo movimento ha avuto ripercussioni sull'isola di Taiwan: la tempesta ha generato mareggiate e onde di grande altezza lungo le coste orientali e meridionali, mentre i venti marittimi, impattando contro i ripidi rilievi montuosi, hanno innescato piogge torrenziali e persistenti soprattutto nelle contee di Yilan e Hualien. Traiettoria aggiornataGli ultimi bollettini della Japan Meteorological Agency (JMA) indicano che il tifone Champi, pur avviandosi verso un graduale indebolimento muovendosi su acque meno calde, mantiene una struttura molto estesa e una pressione centrale attorno ai 955 hPa. Nelle prossime ore la tempesta continuerà a risalire verso nord-nord-ovest, puntando direttamente verso le isole meridionali del Giappone e l'arcipelago di Okinawa. Pur perdendo lo status di super tifone, il sistema continuerà a generare forti venti e piogge torrenziali persistenti, accentuate dall'orografia locale, prima di completare la sua transizione in un ciclone extratropicale e dissiparsi nel Pacifico settentrionale.La genesi e la potenza di sistemi come Champi si inseriscono nel contesto dei grandi cicli climatici legati a El Niño, che alterano i gradienti di pressione e riscaldano le acque equatoriali del Pacifico. Questo calore oceanico accumulato nel settore occidentale alimenta enormi serbatoi energetici, fornendo il potenziale termico superficiale ideale per lo sviluppo di numerose tempeste nell'area asiatica.