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Il Meteo
Ultima ora - Sabato 5 Settembre 2026 | aggiornato alle 6:15

Meteo: El Nino, prime conseguenze già in atto. I possibili effetti per l'Italia in Autunno e Inverno

Siamo entrati nella fase di El Niño: un punto di svolta per il clima globale le cui prime conseguenze sono già in atto nel Pacifico. Il fenomeno si intensificherà nei prossimi mesi (gli esperti lo chiamano "El Niño Super vista la sua potenza prevista), pronto a ridisegnare la circolazione atmosferica planetaria con ripercussioni indirette anche su Europa e Italia.Cos'è il fenomeno climatico El NiñoPer comprendere la portata di questo allarme, bisogna fare un passo indietro. El Niño (la fase calda del ciclo noto come ENSO - El Niño-Southern Oscillation) è un fenomeno climatico periodico naturale che si verifica in media ogni 2-7 anni. Tutto inizia quando i venti alisei, che normalmente soffiano da est verso ovest spingendo le acque calde superficiali verso l'Asia, subiscono un drastico indebolimento. Questo collasso permette a un'immensa massa di acqua calda di "scivolare" indietro verso le coste del Sud America. Il risultato? L'oceano cede enormi quantità di calore e umidità all'atmosfera, stravolgendo la circolazione dei venti a livello globale.In generale questo evento si manifesta quando le temperature superficiali del mare superano la media di almeno +0.5 °C per un periodo prolungato.Le prime conseguenze in atto: dinamiche cicloniche e precipitazioni intense nel PacificoLe prime manifestazioni fisiche di El Niño si stanno registrando con chiarezza nell'Oceano Pacifico, dove l'aumento delle temperature superficiali dell'acqua ha alterato i consueti scambi di calore e umidità tra oceano e atmosfera.Dal punto di vista termodinamico, l'acqua marina più calda rilascia un'elevata quantità di calore latente, che costituisce il carburante per i sistemi ciclonici tropicali. Nel Pacifico centro-orientale questo meccanismo favorisce una maggiore frequenza e una più rapida intensificazione di tifoni e uragani. La presenza di uno strato superficiale caldo particolarmente profondo consente alle tempeste di conservare la propria struttura energetica per periodi più lunghi rispetto alla norma. Questo porta alla concentrazione di precipitazioni ad altissima intensità in finestre temporali ristrette, con il conseguente innesco di alluvioni lampo, rapido scorrimento superficiale delle acque e localizzati dissesti idrogeologici. L'immagine satellitare qui sotto ci mostra i 3 Uragani tutt'ora attivi nel Pacifico centrale e orientale (fonte: Central Pacific Hurricane Center).Super El Niño: scenario senza precedenti, fino a +3,5/4°C nelle acque del PacificoLe proiezioni più recenti delineano uno scenario senza precedenti. I nuovi dati delle previsioni stagionali della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) suggeriscono che le anomalie della temperatura superficiale del Pacifico potrebbero spingersi verso territori storici mai esplorati.Gli ultimi aggiornamenti non lasciano dubbi, già da Settembre (e per i mesi a seguire) sono previste anomalie in grado di raggiungere un picco di +3,5/4°C al di sopra della media. Si tratta di valori record, mai sperimentati nel passato climatologico che abbiamo analizzato poco sopra. Si parla infatti di un "El Niño Super", per sottolineare appunto l'eccezionale intensità.Possibili effetti per l'Italia in Autunno e InvernoTra l'Autunno e l'Inverno 2026-2027, l'Europa e l'Italia potrebbero subire gli effetti indiretti, anche marcati di un probabile "Super El Niño". Sebbene l'epicentro sia nel Pacifico, le teleconnessioni atmosferiche altereranno le correnti in quota fino alle nostre latitudini, favorendo stagioni autunnali e invernali molto più miti della norma e riducendo le tipiche irruzioni fredde. Tuttavia, la vera incognita risiede nella sua sovrapposizione con il riscaldamento globale di origine antropica: El Niño agirà come un acceleratore termico su un'atmosfera già satura di energia. In Italia, incrociandosi con le acque del Mediterraneo che hanno registrato temperature eccezionalmente elevate, questa dinamica aumenterà drasticamente il rischio di eventi meteo estremi, come piogge torrenziali, alluvioni lampo e i temibili Medicane (dall'unione delle parole inglesi Mediterranean e hurricane, uragano mediterraneo), eventi che stanno diventando sempre più frequenti sulle nostre coste. Questa combinazione di fattori minaccia di esasperare ulteriormente l'impatto dei cambiamenti climatici sul nostro territorio.