6 Dic. 2021 | 06:40
COVID: TERAPIE INTENSIVE, sono arrivati i Dati sui Ricoveri dei Vaccinati e dei NO-VAX. I Dettagli

I nuovi DATI dei RICOVERI per Coronavirus

I nuovi DATI dei RICOVERI per Coronavirus
L'aumento dei contagi COVID in Italia riguarda soprattutto i NO-VAX. Chi è ricoverato in rianimazione, senza aver ricevuto il siero anti-coronavirus, è pari al +17%. E' quanto emerge dal report della Fiaso, la Federazione italianaaziende sanitarie e ospedaliere, con i dati relativi agli ospedalisentinella rilevati il 30 novembre. "Il trend dei ricoveri COVID è in progressiva crescita e accelerazione. In una settimana è aumentato del 16%", si evidenzia.

Parzialmente differenti i dati relativi alleterapie intensive in cui i pazienti crescono a un ritmo inferiore. I ricoveri in rianimazione fanno registrare unaumento di sole 7 unità, pari al 9%, e si tratta esclusivamente di nonvaccinati: nelle terapie intensive aumentano del 17% i pazienti nonvaccinati mentre diminuiscono del 10% quelli vaccinati.
La diminuzione dei vaccinati nelle intensive, nonostantel’aumento complessivo dei ricoverati, è un segnale positivo circala protezione del vaccino dalle forme gravi. Sono in tutto 810 ipazienti monitorati dallo studio Fiaso contro i 697 del 23 novembre.L’incremento sembra anche accelerare rispetto all’ultima rilevazionequando il tasso di crescita era stato leggermente inferiore, pariall’11%.

A conferma delle precedenti rilevazioni, come riportato anche dal quotidiano Repubblica, l’età media risulta decisamente più bassa tra i non vaccinati:i pazienti positivi al COVID che finiscono in ospedale senza averricevuto nemmeno una dose di vaccino hanno in media 63,4 anni adifferenza dei vaccinati che hanno 74,7 anni. Lapresenza di patologie pregresse, inoltre, continua a essere più alta trachi è stato vaccinato: fra i vaccinati i pazienti con comorbidità sonoil 71% mentre fra i non vaccinati il 56%. I non vaccinati che vengono ricoverati, dunque, sono in media più giovani e godono di uno stato di salute migliore.

Insomma, i dati sembrano dimostrare che la vaccinazione e la diagnosi precoce influenzanopositivamente e in modo sensibile la tipologia di pazienti chenecessitano di ricovero e di cure intensive e l’esito della malattia.
Tuttavia, tutti gli strumenti diprevenzione, tra cui anche l’igiene delle mani, l’utilizzo dellamascherina e il rispetto del distanziamento sociale sono ancoranecessari se vogliamo ridurre l’impatto della malattia nella nostracomunità.




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