10 Gen. 2022 | 06:15
COVID: CHI sono le persone più CONTAGIOSE? Lo ha svelato un gruppo di ricercatori

CHI sono le persone più CONTAGIOSE?

CHI sono le persone più CONTAGIOSE?
Tra le migliaia di positivi al COVID in Italia ci sono anche gli asintomatici, ovvero quelli che il coronavirus ce l’hanno, ma non se ne rendono conto, in quanto non presentano neppure un timido rialzo di febbre, uno starnuto o un colpo di tosse, insomma nessun sintomo. Ebbene, sono pericolosi quanto i pazienti COVID conclamati.

Lo sostiene uno studio pubblicato su Jama (rivista della American Medical Association) da un gruppo di autori cinesi. Attraverso la ricerca nel database, sono stati identificati 2.860 studi che hanno ad oggetto la percentuale di infezioni da SARS CoV-2 asintomatiche su persone testatee su quelle in cui la presenza del virus è stata confermata.
La prima conclusione a cui ha portato la ricerca è, per certi versi, una raccomandazione: "Le infezioni asintomatiche dovrebbero essere gestite in modo simile a quello delle infezioni confermate, compreso l’isolamento e la ricerca delle persone venute a contatto con gli asintomatici". Sono comunque contagiose. Quadro che la variante Omicron ha rafforzato, vista la sua elevata contagiosità.

Di conseguenza, come riportato anche dal quotidiano Repubblica, le autorità sanitarie nazionali dovrebbero sottoporre a rigorose misure di monitoraggio i contagiati privi di sintomi: "Ciò ci porta a pensare che, proprio a causa di chi non ha sintomi ma è positivo al coronavirus, il contagio possa moltiplicarsi. Per cui, all’interno delle comunità, anche gli asintomatici dovrebbero essere testati ciclicamente".
Nel dettaglio, gli autori dell'analisi suggeriscono che vengano effettuati, allo scopo di scongiurare sul nascere possibili focolai, screening frequenti su lavoratori di specifici settori, in particolare su quelli del trasporto aereo e sugli operatori sanitari. Proprio tra gli appartenenti a tali categorie, sempre secondo gli, sarebbe stato accertato in media un 30,01% di asintomatici in grado di veicolare il virus.

Lo studio ha raccomandato infine che le istituzioni nazionali, per fronteggiare il pericolo-asintomatici, ricorrano, oltre che ai test periodici, a una rigorosa quarantena, analoga a quella imposta agli individui di cui è palese il contagio: "Le infezioni asintomatiche dovrebbero essere gestite in modo simile a quello delle infezioni confermate, compreso l’isolamento e la ricerca delle persone venute a contatto con gli asintomatici".




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