10 Gen. 2022 | 06:17
VACCINO anti-COVID: perché ad alcuni fa male e ad altri no? L'esperto spiega tutto

Gli effetti collaterali della vaccinazione anti-COVID. Alcuni li percepiscono, altri no

Gli effetti collaterali della vaccinazione anti-COVID. Alcuni li percepiscono, altri no
Il vaccino anti-COVID èfondamentale per proteggersi in questa fase in cui la variante Omicron sta circolando tantissimo.
Ma sappiamo a nche che la vaccinazione ad alcuni fa male, ovvero provoca effetti e ad altri no.Perché?

Il quotidiano Repubblica,nella sua edizione on line, ha intervistato Fausto Baldanti, responsabile delLaboratorio di Virologia molecolare del Policlinico San Matteo di Pavia.

Intanto precisiamo il fattoche gli effetti collaterali più comuni risultano i seguenti:

1) dolore al braccio dellapuntura (oltre 50% dei casi);

2) momentaneo aumento dellatemperatura corporea (40%);

3) male alla testa (30%)

4) stanchezza e spossatezzaper circa 24 ore;

5) dolori muscolari e/o osseifino al giorno seguente.

Alcuni pazienti, per fortuna, non sentono niente. Ma allora, a costoro ilvaccino ha fatto meno effetto rispetto a chi percepisce dei disturbi? No, in quanto le conseguenze dipendono dalla reazione immunitaria del singolo.

In particolare, l'esperto afferma le personeche sentono i maggiori effetti avversi sono i giovani e, in genere, gliunder-50. Questi ultimi hanno difese immunitarie molto forti e gli anticorpi, nonappena vedono il siero, lo percepiscono come nemico estraneo e quindi loattaccano con violenza. Questo fa sì che l’organismo sia estremamente prontoqualora dovesse davvero incontrare Sars-CoV-2, poiché riuscirebbe a bloccarloall'ingresso delle mucose nasali.

Per questo motivo, chi haricevuto tre dosi di vaccino è per la stragrande maggioranza asintomatico o consintomi assai lievi. Solo in rarissimi casi può sfociare in polmoniteinterstiziale bilaterale, ma esclusivamente se la persona è particolarmenteimmunodepressa.

Gli anziani, solitamente, non percepiscono alcun effetto collaterale, ma ciò non toglie che nonsiano protetti: le loro difese immunitarie sono meno efficienti di quelle deiragazzi e quindi è possibile che i loro organismi reagiscano in maniera meno brusca.

Infine, il professore precisache non c'è una correlazione tra protezione ed effetti indesiderati; l'importanteè vaccinarsi, senza remore e il più in fretta possibile dopo i 4 mesi, poichési è altamente a rischio contagio se si lascia passare troppo tempo dall'ultimainoculazione.




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