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Le nuvole sentinelle del meteo e della salute del pianeta

Giornata mondiale della Meteorologia, su web nuovo Atlante

(di Alessandro Danese)

ROMA - Le studiamo dallo spazio con i satelliti e dalla terra con i radar o grazie ai modelli numerici e ancora dal cielo attraverso le osservazioni aeronautiche: le nuvole, cuore delle previsioni meteo, sono le Sentinelle del Pianeta e "oggi come nei prossimi anni saranno fondamentali per capirne le sorti, dalla salute dell'acqua al clima e soprattutto potranno aiutarci a salvarlo". In occasione della Giornata Mondiale della Meteorologia che si è celebrata il 23 marzo, con il tema "Capire le Nuvole", i meteorologi italiani ne hanno discusso nel corso di un evento organizzato dall'Associazione Italiana di Scienze dell'Atmosfera e Meteorologia (Aisam) in collaborazione con il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare a Roma.

La celebrazione ricorre nell'anniversario della fondazione dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), il 23 marzo del 1950, "una giornata importante" spiega Silvio Cau, rappresentante permanente Omm. Per l'occasione, l'Omm ha pubblicato il nuovo 'Atlante internazionale delle nubi' inserendo per la prima volta nuvole speciali come l'Homogenitus, cioè dovute alle attività umane, o le Asperitas, che ricordano la superficie di 'un oceano in tempesta'.

Una storia che per lo studio dallo spazio "inizia nel 1960 con il primo satellite - spiega Vincenzo Levizzani dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima, Cnr-Isac - e la scoperta che il pianeta per il 70% è ricoperto da nuvole fondamentali per le previsioni meteo e per le future previsioni climatiche: oggi siamo in grado di monitorare anche le componenti del ciclo dell'acqua da 700 a 36mila km di quota, una sfida che prosegue".

Passando alla terra, le nuvole possono "essere viste da dentro grazie ai radar meteo - spiega Frank Marzano, della Sapienza e Cetemps (Centro di Eccellenza in Telerilevamento e Modellistica Previsionale di eventi Severi) - con le onde elettromagnetiche che ci aiutano a capire l'intensità della pioggia per poter far previsioni a brevissimo termine di eventi estremi e localizzati (nubifragi), fornendo informazioni allo sviluppo di modelli di previsione".

E' poi arrivato un appello alla politica. "Il nostro Paese - ha detto Dino Zardi, presidente Aisam - deve investire nella meteorologia che ci consente di prevedere fattori che condizionano la nostra vita, nel breve e nel lungo termine, puntando anche su un coordinamento unico dei servizi meteo attivi in Italia". E se "siamo ancora l'unico Paese al mondo che non ha un servizio civile nazionale di meteorologia che coordini i servizi meteo attivi in Italia - denunciano gli esperti - oggi è necessario che questo veda finalmente la luce". "Parliamo del Smnd (Servizio meteo nazionale distribuito) - specifica Bernardo De Bernardinis, Commissario Straordinario dell'Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale - fermo con un Decreto della Presidenza della Repubblica presso il Consiglio dei Ministri da un anno". Per Rossella Ferretti dell'Università dell'Aquila "mancano una laurea in Meteorologia e professori di fisica dell'atmosfera e meteorologia, fondamentali per il futuro di una nuova scuola".

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