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Cambiamenti climatici: 15.000 scienziati lanciano l'allarme

15 MILA SCIENZIATI RIUNITI PER LANCIARE L'APPELLO.
L'appello appena fatto da un gruppo di ben 15364 scienziati provenienti da 184 paesi di tutto il mondo fa seguito ad un primo avvertimento che risale all'ormai lontano 1992, quando a far scattare l'allarme era stato un gruppo di 1700 esperti.
Da allora qualcosa è stato fatto per cercare di cambiare la tendenza, ma non abbastanza.
Non sono bastati infatti i progressi fatti nella riduzione dei composti chimici che causano il buco nell'ozono, nell'aumento della produzione energetica ricavata da fonti rinnovabili, nel calo del tasso di deforestazione passato dallo 0,18% annuo nel 1992 allo 0,08% di oggi.
ALCUNI DEI MALI DEL NOSTRO PIANETA.
Occorre un drastico cambiamento nella gestione delle risorse terrestri per evitare il tracollo del sistema Terra, essere umano incluso, secondo William Ripple, professore di scienze forestali alla Oregon State University e firmatario del documento.
I mali del nostro Pianeta continuano a venire a galla uno dopo l'altro.
Basti pensare alla riduzione delle risorse idriche pro-capite, scese 26% negli ultimi 25 anni, alla riduzione degli stock ittici e all'aumento delle zone marine morte a causa del riversamento in mare delle sostanze inquinanti del settore agrozootecnico.
Nello stesso arco temporale le emissioni di gas serra sono aumentate più del 60% e la temperatura media terrestre del 167%, tanto che abbiamo perso il 29% di animali tra cui mammiferi, anfibi, rettili, pesci e uccelli.
DUE FIGLI PER FAMIGLIA.
Una delle tante soluzioni che dovrebbero essere adottate per combattere il trend è anche quella della riduzione del tasso di crescita della popolazione umana, aumentata di 2 miliardi dal 1992.
 Secondo Alberto Basset, professore di ecologia della Università del Salento, 'è arrivato il tempo di riesaminare e cambiare i comportamenti individuali tra cui la nostra riproduzione, limitarsi a fare due figli per famiglia, e diminuire drasticamente il consumo pro capite di combustibili fossili.
Se non si fa qualcosa di concreto a livello mondiale, avverte il gruppo di scienziati, nel giro di una o due generazioni qualunque accorgimento sarà inutile e porteremo irreversibilmente il nostro Pianeta verso l'autodistruzione.

Fonte 3BMeteo

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